“Se l’ha data a te, la darà pure a me.”

Dicembre 5, 2020



Cosa succede quando una donna entra nel mondo del sesso?

Si sa, per la società, donne e sesso non stanno bene nella stessa frase, figuriamoci quando questa donna non è altro che un’adolescente!

Se sei una ragazza e fai sesso a 13 anni, sei troia.

Non hai via di scampo. È così e basta.

Se sei una ragazza e ami il sesso, soprattutto quello occasionale, sei troia.

Sei considerata una PUTTANA, fattenete una ragione.

Come se quello della sex worker non fosse un mestiere come un altro. Niente di più che lo scambio di un servizio per denaro. Solo che, siccome il sesso non fa parte dei servizi retribuiti moralmente accettabili, questo viene declassato, viene considerato inaccettabile, sbagliato e deplorevole. Ed è proprio da qui che nasce lo SLUT SHAMING.

Sapete cosa succede ad una ragazza che sperimenta il sesso in giovane età, lo trova piacevole e divertente, e lo fa con partner occasionali?

Sono qui per raccontarvelo, con la storia di una persona, della quale non farò il nome e non racconterò fatti personali. Semplicemente dirò ciò che io ho potuto vedere di persona, ciò che ho imparato a distinguere come vero e proprio slut shaming e nel quale molte donne ci si riconosceranno.

Questa ragazza la chiameremo Nina, nome di fantasia, perché il racconto possa essere più fluido.

Nina ha iniziato ad avere rapporti sessuali molto presto. A 13 anni. Il suo primo rapporto non è stato totalmente consenziente. C’era curiosità, ma non piena volontà di farlo.

Da quel momento la sua vita sessuale sarà contornata da incontri casuali, anche più volte con la stessa persona, ma senza un legame a definire il loro rapporto.

Iniziano a circolare le voci. Non sono positive. È una zoccola. Una facile. Una ninfomane.

“Se l’ha data a te, la darà pure a me.”

“A quelle come lei non importa chi tu sia, basta che la scopi.”

A Nina il sesso piace, e tanto. Ma è ingenua. Non crede che gli uomini con cui è stata la possano deridere, additare, trattare male.

I ragazzi hanno iniziato a cercarla per fare le prime esperienze, come “allenamento per le vere donne”, la cercano quando sono soli, quando hanno voglia e nessuna a soddisfarli. La cercano perché convinti che lei accetti a prescindere, che a lei piaccia farlo con chiunque. Quelle stesse persone quando la vedono per strada o in un locale, voltano la testa dall’altra parte, prendono a gomitate l’amico per deriderla insieme. Molti si sono permessi di toccarla, palparla senza che lei avesse detto o fatto qualcosa che desse loro il permesso. E ora torniamo alla domanda iniziale: Sapete cosa succede ad una ragazza che trova il sesso divertente e lo fa con partner occasionali?

Diventa una donna di Serie B, che non merita neanche uno sguardo di pietà.

I ragazzi e gli uomini che in segreto bramano la donna disinibita, in pubblico la schifano, la mortificano, la trattano come se non fosse niente più che un fastidioso insetto. Spesso e volentieri fingono che non esista proprio.

Mentre le ragazze e le donne incastrate nella mentalità patriarcale, secondo la quale il genere femminile non debba desiderare e provare piacere nel fare sesso, la isolano e la giudicano, anche se in cuor loro, magari, desidererebbero avere il coraggio di sentirsi libere di poter fare ciò che vogliono con il proprio corpo.

Nina è vittima di Slut Shaming.

Nina è ingenua, si fida delle persone, non crede che possano essere crudeli, ma non è stupida. Lei non sa che questa è violenza, ma sa che quegli oltraggi non li merita. Lo sa che non è sbagliato amare il sesso.

Un giorno, e noi combatteremo affinché arrivi, anche il resto del mondo capirà che una donna, con il suo corpo, può fare ciò che vuole.



Condividi questa Contronarrazione!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *