Pizze e colleghe

Ottobre 22, 2018



Per mantenermi gli studi universitari, a gennaio del 2015 ho iniziato a lavorare nei weekend come cameriera in una pizzeria. È un lavoro che mi piace perché mi permette di stare a contatto con la gente.

Purtroppo la mia permanenza in quel luogo di lavoro è stata solo di 4 mesi a causa del mancato rapporto di aiuto e collaborazione tra colleghe.

Eravamo tutte donne: cameriere, cuoca e pizzaiola.
Tra loro erano affiatate e per me, ultima arrivata, era difficile inserirmi.
Inoltre, caratterialmente non sono il tipo che prende iniziative o ama parlare della propria vita apertamente, e il loro modo di fare non mi ha certo stimolato ad aprirmi.

Notavo che mi facevano domande, anche personali e intime, al solo fine di deridermi anche in modo non del tutto nascosto da me. Venivo definita “perfettina” perché avevo una relazione stabile da diversi anni, avevo da poco iniziato l’università, non fumo e non bevo.

Ricordo che venivo presa in giro perché avevo le braccia pelose, mentre loro facevano regolarmente la ceretta. Inoltre, l’episodio che trovo ancora più di cattivo gusto è stato quando mi hanno chiesto se praticavano sesso orale al mio ragazzo. Tale domanda è stata posta durante la cena, in presenza di tutte le colleghe.

Tutto ciò mi ha portato settimana dopo settimana a chiudermi in me stessa, per cui mi limitavo a parlare con loro solo di argomenti relativi al lavoro. Così facendo limitavo le loro occasioni di prendersi gioco di me, ma in realtà, anche il mio silenzio per loro era un motivo di discussione.

Emotivamente ero sempre più nervosa ogni volta che si avvicinava il weekend e l’orario in cui sarei dovuta entrare in pizzeria. Da parte mia, anche lo stesso servizio ne ha risentito, per cui confondevo alcuni tavoli o dimenticavo di portare  olio e sale al tavolo.

Tutto ciò mi ha portato a decidere di abbandonare quel posto di lavoro perché, dopo averne parlato con i miei amici e la mia famiglia, sono arrivata alla consapevolezza che quello era un ambiente tossico che avrebbe leso la mia salute psichica.

E non potevo lasciare che ciò accadesse.

Elisabetta Alberto


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