“Lo sai com’è lui”

Maggio 15, 2020



Durante il periodo liceale facevo parte di un gruppo di amici di quasi 30 persone. Uscite, vacanze, feste sempre insieme. Faceva bene a tutti pensare di far parte di una collettività, dava la sensazione di solidità anche a persone un po’ più fragili e “difettose” come me.⁣⁣⁣
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Una sera estiva tra la quarta e la quinta liceo, le nostre risate si fecero così fastidiose da diventare insostenibili per una di noi. Dalla rabbia si alzò e percorse il Viale delle Palme a tutta velocità, lasciandosi dietro solo qualche parola singhiozzata tra le lacrime. Trovavamo divertenti i sui atteggiamenti a nostro avviso frivoli, e quella sarà stata l’ennesima volta che la prendevamo in giro. Lei era un membro più esterno del nostro gruppo e ciò, secondo noi, ci consentiva di infrangere il patto di lealtà.⁣⁣⁣
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Chiesi alle sue amiche l’indirizzo, presi lo scooter e passai le restanti ore a scusarmi con lei sotto casa sua. Tutto si riassorbì nel giro di qualche giorno, a diciassette anni a volte va così. Quella sera, però il germe del sospetto cominciò a maturare in me e iniziai a considerare una dimensione sconosciuta dove io ero vittima di un carnefice: i miei amici.⁣⁣⁣
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L’estate della quinta volammo in Grecia per la tanto attesa vacanza devasto. La parte dei ragazzi aveva indetto la sfida “Se non te ne fai almeno una devi mandare giù un cucchiaino di peperoncino” dalla quale ero stato escluso. E volete sapere come l’ho scoperto? Stavo sonnecchiando al sole quando sentii, non troppo lontano da me, lo scambio:⁣⁣⁣
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“Ma perché lui non partecipa?”⁣⁣⁣
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“Beh sai. Lo sai com’è lui”.⁣⁣⁣

Rabbia, voglia di fuggire. Ero uno scarto, non appartenevo al branco. Disgusto verso loro e verso me: ero come la ragazza che avevo fatto scappare l’anno prima. Sollievo, perché ciò mi ha dato la forza di recidere quell’inutile appendice e di fare finalmente affidamento sulle mie gambe.⁣⁣⁣
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Volete sapere qual è però il lieto fine? Non che colui che mi aveva discriminato si sia mangiato il cucchiaino di peperoncino a differenza mia, ma che a un certo punto le nostre vite si sono incrociate di nuovo e che io l’abbia perdonato. Ora siamo migliori amici, e ogni lunedì da due anni ci mandiamo un proposito per la settimana sotto forma di messaggio vocale.⁣⁣⁣
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Non credo glielo dirò mai, per la meraviglia che è diventato e per tutte le volte che si siede e mi aiuta a capire che non sono una persona “difettosa”, bensì unica e degna.



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