Futuri ghiacciati

Dicembre 8, 2018



Dopo avere aspettato inutilmente per dei mesi, mi dirigo in Questura per vedere se hanno ricevuto la mia richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno.

Ho paura, ma entro comunque nella sala dove molti altri, come me, sono in attesa di vedere rinnovato il proprio futuro.

È il mio turno. Prendo un bel respiro e mi avvicino allo sportello.

Non è un buon segno che non mi abbiano contattato dopo avergli fatto avere tutti i documenti, ma cerco di stare serena: “Buongiorno, come s-“
“Qual è il problema?”

Ecco, è già arrabbiato senza neanche sapere la mia situazione. Chiudo gli occhi, prendo un respiro e gli spiego tutto.

“Non mi interessa, i documenti qui non sono arrivati. No documenti, no permesso”.
“Mi scusi, ma le ho detto che ve li ho inviati mesi fa, potrebbe controllare per favore? Tra poco scade il mio permesso e anche se li rifacessi non farei in tempo con le scadenze perché per riaverli tutti occorre moltissimo tempo e quind-“
“SE NON HAI I TUOI DOCUMENTI TI CANCELLO LA RICHIESTA E TE NE TORNI AL TUO PAESE, CHIARO?!”

Scende il gelo in tutto l’ufficio.

Nessuno più parla e guardano tutti verso di me.

Non ce la faccio. Proprio non ce la faccio a resistere.

“Sappia che lei è una persona senza cuore. A malapena sa la mia situazione e mi tratta come se fossi uno straccio. Io qui in Italia pago le tasse, e quindi anche il suo stipendio, perciò cerchi di fare bene il suo lavoro dimostrando un livello minimo di educazione!”

Non ci credo, l’ho detto.

La tensione è palpabile e lui non riesce a rispondermi subito. Rimane immobile a fissarmi dietro a quel vetro sporco. Poi scatta indietro urlandomi un forte “Vaffanculo” prima di abbandonare l’ufficio.

Sono rimasta davanti allo sportello vuoto, incredula di essere riuscita a dirgli quelle parole. Guardo negli occhi gli operatori degli altri sportelli per cercare sostegno, ma ricevo in cambio solamente sguardi non ricambiati o timidi e inutili sorrisi di approvazione. Solo una signora si sporge dalla propria sedia per dirmi “Mi dispiace, ma non possiamo aiutarla. Lui qui è il capo.”

Lui qui è il capo.
Ho appena litigato con il capo.
La mia pratica scade tra pochi giorni.
Tra non molto sarò clandestina.
Come potrò mandare a mio figlio i soldi per studiare?

Esco, mi manca l’aria. Continuo a ripetermi di essere stata una stupida, di avere fatto un gesto esagerato. Ovviamente ho ragione io in questa situazione, ma è quell’uomo ad avere il coltello dalla parte del manico.

Chiamo un mio caro amico per spiegargli tutto. Lui ascolta pazientemente le mie lacrime e mi dice che si prenderà cura lui della mia situazione.

“In che senso te ne occuperai tu?”
Riattacca.

Sono sola fuori da questa Questura.
Fa freddo, ma dentro di me è peggio.

Nel cuore sento la grandine che distrugge in modo glaciale ogni mio progetto futuro. Tutti i miei sacrifici, tutte le sofferenze nell’abbandonare la mia terra, tutte le paure che ho provato ad andarmene dalla mia famiglia… Tutto questo dolore è stato vano.

Vano perché tra non molto sarò clandestina in uno stato in cui è stato applicato il Decreto Sicurezza.

La grandine dentro di me viene interrotta da un messaggio.
È il mio amico.

“Ehi ciao, senti, è tutto a posto, ho spiegato la tua situazione ad un mio conoscente che lavora in quell’ufficio, a breve riceverai una telefonata”.

Non faccio in tempo a rendermi conto della situazione che arriva la chiamata da un numero sconosciuto.
“Pronto? Salve, il suo amico mi ha parlato di cosa le è successo stamattina. Sappia che mi dispiace per quello che le è stato detto e le chiedo scusa a nome di tutta la Questura. Abbiamo ritrovato i suoi documenti, tra qualche giorno la chiamo per dirle di venire a ritirare il suo permesso”.

Gli balbetto dei ringraziamenti incomprensibili e riattacco, mentre un po’ di sole comincia già a sciogliere il mio futuro ghiacciato.

Questa storia dimostra che certe conoscenze possono salvarti la vita, perché senza quel mio amico sarei diventata clandestina.
Ma quanti di noi, regolari e che pagano le tasse, hanno amici come il mio?

Come fa chi non ha qualcuno che lo aiuti?

Come fa?



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