Faccio fatica

Febbraio 6, 2020



Faccio fatica: se dovessi dare un titolo alla mia vita, sceglierei questo.

Ho fatto e sto facendo una fatica tremenda a trovare vestiti e scarpe oversize.
Ho pianto tanto e ho visto ragazze piangere per questi motivi, magari un po’ futili, ma comunque motivi di sofferenza.

Non starò qui a raccontare di quanto io sia sphigata, o del fatto che sono nata con le ossa grosse (anche se qualcuno dice che non esistono), o che sono stata oggetto di bullismo, voglio solo parlare del problema reale di non sapere come fare per vestirsi, come fanno tutte le persone “normali”.

Ci sono tanti negozi in giro, di tendenza, con nomi che solo a leggerli sai già che non sono per tutti, infatti vi si trovano solo capi striminziti, su manichini striminziti. In rete ci sono più possibilità, ma perché una persona deve essere costretta a comprare online, con tempi di attesa lunghi e con la speranza nel cuore che ti arrivi tutto giusto?

Mi è capitato tante volte di disperarmi perché non sapevo dove comprare vestiti e scarpe per un evento, ma spesso provo questa sensazione anche nella mia vita di tutti i giorni.

Nei pochi negozi specializzati che ci sono, di solito per questi capi d’abbigliamento non c’è molta scelta e/o costano un’ enormità. Non tutti hanno le possibilità di comprarli e poi, diciamocela tutta, non sono nemmeno un granché.

Inoltre, scrivere “taglie forti” o “curvy” a caratteri cubitali sui cartelli indicativi nei punti vendita, per ghettizzare donne e uomini con caratteristiche fisiche diverse, non è giusto: è discriminazione allo stato puro.

Fare shopping è una cosa dolorosa per me, come per tanti immagino, perché fuori dai negozi è come se ci fosse scritto su cartelli invisibili “vietato entrare”. Ed episodi come questo ne ho davvero tanti da raccontare: l’ultimo è stato quando dovevo comprare un giacchetto. Io abito vicino a Livorno e a volte vado lì in città  per le compere. Sono andata in un centro commerciale e ho girato tutti i negozi presenti… Nemmeno l’ombra di qualcosa per me. E in uno di questi negozi c’è un piccolo angolino con scritto “curvy”, ma con pochissima scelta. Avvicinarmici è sempre una grande vergogna perché tutti mi guardano come se fossi un’appestata.

Non voglio fare pena a nessuno, soprattutto a me stessa, questo mio racconto è solo una richiesta d’ aiuto. Esiste questo mondo parallelo degli oversize, ma nessuno ne parla nel modo giusto, che non è quello del “ah, poverini loro”.

Vorrei potermi sentire una donna, con la mia femminilità da esprimere e sentire le mie tante insicurezze svanire. E in tutto ciò, sono ancora senza stivaletti per quest’inverno. Non c’è verso di trovarli!

Le scarpe sono un problema enorme, più dei vestiti. Arrivano tutte fino al 41 e anche di quelli ne fanno pochi. E le Anastasie e Genoveffe che devono fare? Spararsi?

A proposito di calzature, concludo con questo episodio: tempo fa ero in piccolo negozio di abbigliamento e calzature e mi stavo provando un po’ di scarpe misura 41 (io ho il 43). Ad un certo punto, la padrona del comprensorio, con un’arroganza e un disprezzo tali che si tagliavano a fette, mi dice: “Senti, qui non abbiamo più nulla da farti provare. C’è un negozio di scarpe dall’altra parte della piazza”.

Quando succedono queste cose, ti senti come Vivian di Pretty Woman quando la cacciano da un negozio.
Ma almeno lei è gnocca.

​Marta Masi



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