Cordiali saluti

Novembre 13, 2018



Questa è una delle tante storie che ormai si leggono sui social, e posso affermare con molta sincerità che non sono contenta di poterne condividere una così anche io.

Oggi ore 13.30 cammino su corso Italia, diretta alla stazione.
Sto ascoltando la musica, per cui non sento dei passi dietro di me. L’unica cosa che avverto è a un certo punto un ceffone sul culo. Davvero, non per modo di dire. Un fottuto ceffone sulle chiappe. Mi giro, togliendo le cuffie dalle orecchie, sperando di vedere un’amica che magari si è fatta trascinare dall’entusiasmo e ha deciso di salutarmi in modo affettuoso in mezzo alla strada.

Invece no. C’è un ragazzo che mi guarda sorridendo.
Cazzo ridi?

Mi arrabbio. Gli urlo “ma che cazzo fai?!”.
Mi guarda sbigottito, come se la pazza che si stava comportando in modo socialmente inaccettabile fossi io. “Scusa sorella, volevo chiamarti”.

Ah.

Mi sembra doveroso rispondere, sempre ad alta voce “e tu chiami la gente dal culo?! Ma sei scemo?!”. Alza le mani in segno di resa, mi guarda un po’ attonito e se ne va.
La gente intorno a me mi guarda, ride e se ne va.

Io mi guardo intorno, rido un po’ meno e continuo la mia strada verso la stazione.

Penso non sia necessario spiegare perché sono amareggiata e un po’ schifata.
​Forse ho avuto la presunzione di poter uscire di casa senza essere palpeggiata solo perché ho gli shorts.
Forse mi sbaglio e oggi va di moda chiamare la gente afferrando le chiappe.

La prossima volta provvederò a chiamare i ragazzi strizzando loro le palle.
Forse oggigiorno si fa così.

Alessandra Marcianò


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