La rappresentazione queer in Sandman

by / Ottobre 19, 2020



Se dovessi chiedermi di scegliere il fumetto preferito tra tutti quelli che ho letto nella storia della mia vita, non avrei alcun dubbio e ti risponderei “Sandman” di Neil Gaiman.
Era il 2007, ero una giovane ragazzina dark che si riforniva di fumetti all’edicola vicino a casa sua; dietro gli spillati riposti sugli espositori c’era un piccolo volume chiuso nella plastica e coperto di polvere. Ricordo ancora la puzza di soffitta e vecchio.
S-A-N-D-M-A-N. Che roba eh? All’epoca non avevo ancora conti da pagare, perciò potevo correre il rischio di buttare alle ortiche 4,95 euro.

A distanza di diciasette anni posso dire che quello fu uno degli investimenti più importanti della mia vita.

Descrivere la saga di Sandman in poche righe è impossibile, ma ci voglio provare: è la storia di Sogno degli Eterni che, dopo essere stato tenuto prigioniero per settant’anni al posto della sorella Morte, fa ritorno a casa e deve ricostruire da zero il suo reame.
Nell’arco di tutta la narrazione gli si affiancheranno Morte, Guerra, Destino, Desiderio, Delirio e Disperazione e una galleria di personaggi tratti dalla mitologia, storia e letteratura mondiale insieme a creazioni della mente straordinaria di Gaiman.

Ho deciso di raccontarvi una selezione dei personaggi più rappresentativi della comunità LGBTQ+ e delle minoranze che ho incontrato durante la lettura:

1. Desiderio

In lingua originale è “Desire” e fa parte della famiglia degli Eterni, è l’incarnazione del desiderio e della bramosia. Neil Gaiman lo ha rappresentat* come una figura indefinibile e indefinita. Desire non è maschio e non è femmina, diventa ciò che gli esseri umani desiderano.
Per me, uno degli esempi più splendidi di gender fluidity.

“For Desire, who is male and female, fair and dark, old and young, anything and everything you have ever wished for, or coveted, or needed, is irresistible. Love is not a game to Desire, as it is to so many mortals, or if it is, it a game with a foregone conclusion: Desire always wins.”

2. Delirio

Un tempo conosciuta come Delizia, Delirio (Delirium) è la più piccola della famiglia degli Eterni, la sorella minore di Sogno. È una ragazzina eccentrica ed è ispirata a una delle più grandi amiche di Neil Gaiman, la cantante Tori Amos.
Delirio è una delle figure più complesse all’interno della saga: indecifrabile, imprevedibile e insondabile. È amata e rispettata nella sua saggezza dai componenti della sua famiglia. Rappresenta tutte le neurodiversità e, in particolar modo, l’autismo.
Anche se il mio personaggio preferito è Morte, posso dire che quando si convive con una neurodiversità ci si sente proprio così.

3. Foxglove e Hazel

Foxglove e Hazel, per quanto personaggi di finzione, sono state la prima coppia lesbica che ho incontrato nella mia vita.
Foxglove e Hazel sono due persone: si amano, sbagliano, litigano, si perdonano, collezionano piccole successi e grandi miserie. Non sono messe lì a fare numero, non sono inserite nel fumetto per fan-service. Neil Gaiman è un uomo, ma ha avuto l’umiltà di ispirarsi a persone di sua conoscenza per raccontare una storia non sua. Ed è per questo che sono sicura che là fuori da qualche parte, Foxglove e Hazel esistano per davvero.

4. Wanda

Wanda è una donna transgender che si è allontanata da una famiglia conservatrice per vivere liberamente la sua identità di genere.
Nonostante l’ambiente cittadino è costretta a subire discriminazioni per le sue caratteristiche fisiche: nonostante abbia scelto di chiamarsi Wanda e di usare il pronome femminile per rivolgersi a sé stessa, viene trattata come uno scherzo della natura solo perché ha deciso di non intervenire chirurgicamente sui suoi genitali.

All’interno del fumetto sono due le scene che hanno cambiato in maniera indelebile la mia concezione delle persone transgender:

  1. Wanda, ad un certo punto della storia, subisce una violenza terribile: in un’occasione molto importante e dolorosa, viene definita per iscritto dalla sua stessa famiglia con l’identità attribuitale alla nascita. La sua migliore amica correggerà l’errore scrivendo con il suo rossetto preferito il vero nome della donna;
  2. la seconda scena, credo una delle più significative dell’intero fumetto, è la rappresentazione del dramma della comunità transgender che vede negato il riconoscimento della propria scelta a causa dei propri genitali. Neil Gaiman tratteggia l’anima di Wanda come femminile ponendo fine alla questione: nel corpo di una donna trans dimora l’anima e il sentire di una donna.
    Quasiasi donna deciderà di essere è solo affar suo.

“… It’s like, uh, gender isn’t something you can pick and choose as, uh, far as gods are concerned”
“Well, that’s something the Gods can take and stuff their sacred recta. I know what I am”.

Ho deciso di scrivere di Sandman perché ha cambiato il mio sguardo di persona cis nei confronti della comunità LGBTQ+, in un periodo di crescita e formazione come l’adolescenza.
Infatti, Sandman racconta la storia del Tutto: dall’Universo astronomico alle migliaia di universi umani che pretendono di essere visti, ascoltati e rappresentati. Lancia un messaggio di amore e appartenenza contro qualsiasi odio e pregiudizio.

Se Sandman ha cambiato per sempre il volto del fumetto moderno non è solo per il suo tratto innovativo e la capacità di innovare personaggi già esistenti nel panorama DC, ma è soprattutto grazie alla potenza rappresentativa delle sue storie. 



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