Le lesbiche non sono una categoria pornografica

by / Aprile 26, 2020



Se è stata istituita una Giornata Nazionale di Visibilità Lesbica, che ricade ogni 26 aprile, vuol dire che (ahimé) la categoria non se la passa molto bene in termini di rappresentazione.
Vi sono vari aspetti da dover tenere in considerazione.

Prima di tutto, l’omosessualità femminile è contrastata duramente dal mondo maschile, soprattutto a causa della mentalità maschilista e patriarcale così tanto radicata. Se è opinione comune che una donna sola viene vista come un soggetto debole e “a metà”, che necessita di un uomo per completarsi, capiamo bene che due donne insieme vengono percepite sempre come un nucleo debole, mancante, incompleto.

Qui entra in gioco anche il pensiero comune per cui una donna si realizza nella maternità e avere un rapporto sessuale omosessuale non porta in modo implicito alla riproduzione della specie. Non che la maternità sia un desiderio assente all’interno della comunità lesbica, ma è anche vero che è una scelta ragionata e pensata, presa con estrema serietà, dato l’iter burocratico lungo e obbligatorio.

Infine, vi è l’ultimo punto e quello più dolente.

Alle lesbiche non viene riconosciuta la piena emancipazione dalla figura maschile, soprattutto per quanto concerne la soddisfazione sessuale.

Sono troppe le esperienze di donne che si sono sentite proporre da maschi etero cis un ménage à trois; troppe volte è stato chiesto loro se i sex toys durante il rapporto sessuale fossero la regola e se fossero solo un sostituto di un pene; troppe sono state le volte che è stato loro detto che la loro omosessualità è solo un’invidia del pene, che il loro desiderio era solo di essere maschi oppure che erano solo dei “maschi mancati”, a metà (ancora una volta). Il focus è, quindi, soprattutto sulla sessualità della donna lesbica.

Il punto è che, tendenzialmente, insegniamo all’uomo etero cis a essere indispensabile per il piacere sessuale delle donne tutte.

Inoltre, vi è da prendere in considerazione il significato attribuito alla parola “lesbica”. Troppe volte, infatti, il lesbismo viene associato ad una perversione, ad un feticcio, ad una fantasia maschile in cui due o più donne eteronormate fanno sesso tra di loro non per soddisfare un proprio desiderio, ma per eccitare l’uomo. Infatti, nei film porno mainstream che vediamo online la telecamera ha sempre e simbolicamente uno sguardo maschile.

Infine, dobbiamo anche analizzare le narrazioni che del lesbismo vengono fatte. La maggior parte dei film o dei libri a tema, infatti, presentano la cosiddetta Sindrome della Poiana, ovvero presentano un finale tragico e drammatico. È come se si dicesse alle donne omosessuali che saranno destinate a essere infelici, insoddisfatte e sofferenti.

Per fortuna, questa Sindrome pare stia trovando la sua cura negli ultimissimi anni. Infatti, sono numerosi gli eventi a tema lesbico (Some Prefer Cake, Lesbicx, Mix) che mostrano che una narrazione del lesbismo si può fare, si deve fare e può essere un momento di forte condivisione anche al di fuori della comunità.

Vi è la necessità di rappresentare il lesbismo come un orientamento sessuale come un altro. Vi è la necessità di dare la parola alle lesbiche e di vederle per le persone che sono e non come una fantasia sessuale. Vi è la necessità di ridare significato alla parola lesbica: non più una categoria pornografica, ma di nuovo ritornare alla sua etimologia*.

Vi è la necessità di mostrare le lesbiche nella loro diversità, nella loro forza e anche nella loro allegria e spensieratezza.

Non siamo una categoria pornografica, né una poiana.
Non lo siamo mai state.

*da Treccani.it: “Di Lesbo, isola della Grecia, nel mare Egeo settentr., patria di Alceo e di Saffo, i rappresentanti più celebri dell’antica lirica eolica: poesia l., la poesia di Alceo e di Saffo; dialetto l., dialetto del greco antico, parlato a Lesbo e appartenente al gruppo eolico, e per estens. tutto l’eolico dell’Asia Minore, cioè, oltre al lesbico in senso stretto, anche le parlate greche distribuite sulla costa asiatica circostante l’isola di Lesbo, e nelle isolette vicine. Con riferimento al costume attribuito dalla tradizione alla poetessa Saffo e al suo tìaso: amore l. (o lesbio), amore omosessuale fra donne, lesbismo (v.); relativo all’omosessualità femminile: legame l.; relazione l.; rapporto lesbico.”

 



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