37 seconds. Disability is a state of mind

by / Aprile 12, 2020



37 Seconds è un film del 2019 disponibile su Netflix, vincitore di Panorama nella Berlinale 2019. Il film, scritto e prodotto dalla regista Hikari, parla in modo dolce e profondo della disabilità.

Yuma, mangaka (fumettista), è affetta da paralisi cerebrale infantile e per questo vive sulla sedia a rotelle. Ha solo sua madre, che la coccola e la cura. Del padre non sa nulla, di lui possiede solo una cartolina che deve avergli inviato in passato.

Yuma lavora per la cugina Sayaka, la quale però si prende tutti i meriti del lavoro svolto. I manga da loro scritti e disegnati, infatti, stanno avendo un discreto successo, tanto che il loro agente decide di effettuare un evento firmacopie. Sayaka farà in modo di non permettere l’accesso a Yuma, dichiarando anche di non avere assistenti e di svolgere tutto il lavoro da sola.

Stanca di essere messa in ombra dalla cugina, Yuma decide di proporre i suoi lavori a diverse case editrici. L’unica che cerca continuamente collaborazioni tratta di argomenti hentai (erotici) e, durante il colloquio, la direttrice comunica a Yuma che pubblicherà i suoi lavori solo quando avrà fatto sesso per la prima volta, perché le scene erotiche disegnate non appaiono reali.

È in questo momento che avviene un cambiamento drastico. Yuma decide di iscriversi a un’app di incontri e riesce ad avere anche alcuni appuntamenti, i quali tuttavia non hanno un seguito. Decisa a ogni costo a fare sesso, ingaggia un gigolò, esperienza che si rivela di nuovo fallimentare. Ma è qui che incontrerà Mei, escort di un ragazzo disabile, che la porterà in giro per i locali notturni. Le due diventeranno amiche e Mei la esorterà ad uscire dal guscio, a provare nuove esperienze, a godersi la vita e a non porsi limiti.

Mei è l’esatto opposto della madre di Yuma, la quale le nega anche il piacere di mettersi un vestito, perché “C’è gente con strane idee là fuori.” Chiudendola tra le sue braccia e monitorando ogni suo spostamento, la madre pensa in questo modo di proteggerla per sempre.

Accortasi poi delle continue bugie della figlia, la stringerà ancora di più nelle mura domestiche. Yuma, tuttavia, è decisa a liberarsi e a trovare un posto in cui essere visibile, esistere. È stanca di stare all’ombra di Sayuka, stanca di essere controllata dalla madre, stanca di sentirsi dire che non riuscirà mai a fare ciò che desidera. Lei vuole farcela, vuole camminare da sola. Il suo cammino di emancipazione la porterà fino in Thailandia, alla scoperta delle sue origini e della sua storia familiare.

37 Seconds è scritto e girato con delicatezza e durezza. È un film poetico sull’accettazione della propria condizione in modo reale e concreto. Nessuna frase motivazionale, solo la forza e il coraggio di poter plasmare la vita secondo i propri desideri e le proprie possibilità, nonostante queste possano essere limitate e limitanti.



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